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Vivo a Palermo...
ma
in fondo
quando scrivi
non sei mai
in nessun posto.. ... (continua)
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Noi popolo
di menzonieri
canzonieri stravaganti
adulatori dell'oltrepasso
noi
voce senza voce
erogeni dell'evocando
simmetrici mappamondi delle stelle
noi
attoniti passeggeri
incuriositi dal favònio della speranza
cacciatori al... leggi...
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Roma per cento volte
finirà
ma i gatti passano 7 vite
E
IO
UNA SOLA
e una notte
proprio da qui
mi hanno preso
a calci l'anima
la lupa mi ha sbranato
il cuore
scrivo
da oltre
e muovo con un dito
le mani di DIO
che mi lascia... leggi...
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Ero pelle
minuto come un granello di sabbia
nelle tue mani stavo
e
pensavo
che il mare fosse donna
annegai
in un pozzo
di sangue
ma non ci trovai nessun nome
e nemmeno il tuo
e ancora cerco
in queste spiagge
soprattutto... leggi...
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E migro
ove pensiero
ovunque sia
sull'asfalto
delle nebulose
argentate
tascabili
come puzzle
di parole
estratte a sorte
dalla cabala
animale
carnivoro
spremo le meningi
di sudore
e in pudore
impudico
tolgo l'amo dal... leggi...
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la mia solita noia
appesa sul tavolo
come
resto di una cena
ho lasciato fuori i buchi
stasera a casa mia entrano solo
le vele
parto domattina
appena finisco
la nave
le scarpe le ho perse tutte
nell'anima
le ha macinate... leggi...
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ho scritto un rigo zoppo
a cui mancano
le parole,
una strofa di troppo,
un pensiero banale
che voleva
solo andare.
un lenzuolo fatto di stracci,
sullo stendino
dei sogni,
madido
di speranza
e di buona cortesia.
ma l'ho scritto
coi piedi,... leggi...
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quante volte consumai la penna
per proferire verbo ostile.
ma ecco
...ti cerco!!.
e un nobile canto pensai.
ah... misero me!
mai musa fu indegna come tale
ah... misero me!
mai fui così meschino.
e d'un tratto fermai quel moto;
già... leggi...
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francesco giardina
Le sue 196 poesie
Giù le mani
dai nostri pensieri
giù le mani
dai nostri sorrisi
le mani sono del popolo
e questa non è una canzone...
giù le mani
dal nostro sudore
giù le mani
dalle nostre lune
le mani sono del popolo
e
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Cronometrando
l'esiguo tratto
che la felicità
compie
nell'infinito
ho scoperto del tempo
il vuoto,
della luce il sonno,
dei sogni
i disegni
dei nostri battiti
ingialliti
come pollini su di un foglio,
e del mio pensar
le lancette
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Enuncia ed emana
luce come pelle
mi posa addosso
mi calza come una stella
abito il cielo
emulandomi a teatro
adoro
lo scandir del tempo
che come un binario scambia
da bianco a nero
le ciglia dei nostri sogni
in cattedral- pensiero
ove
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e ogni tanto cela
sulle ali imbavagliate
che legano il tessuto della notte
al tramonto
su di un filo di sera
imbevute di luna
le dita si incollano
all'anteprima
derivando stelle
arriviamo
sia io
che la goccia
e il vaso
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Quasi non mi ripeto più
...no look my heart
l'entusiasmo non ha fiato abbastanza
l'entusiasmo non ha fatto abbastanza.
Che mi fulminasse
almeno
un nuovo sogno...
di "poesis intelligence"
magari!
...ah,
se potessi
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Quasi non volendo
palpitando è palpebra invisibile
che vede
nasconde protegge
da lì
ogni alba
partono i pensieri
arrivano sin dentro la prossima notte
nell'istante che non sappiamo che chiameremo futuro
faranno di noi le nostre
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Il cielo condensato in un solo respiro
il bagaglio a mano di una furtiva aurora
il bacio alle stelle prima della buonanotte
la pazienza del Padre calmo
l'udito che addolora le strade della speranza nuova
il pianoforte che musica le dita alate dei
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D'estate vedo il mare da casa mia...
d'estate il sole è lingua di tutti i mondi...
d'estate le vette sono isole
gli eremi
sono lunghe passeggiate
notturne
di stelle filanti e stelle cadenti
di sognatori e di viandanti
odorano di sole
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Ai francescani miei assoli notturni
che di orizzonti a scomparto
scompigliando ho travagliato
nella sala parto dove nascono le stelle
mentre cadono,
nascono già
nuove stellecadenti
chiudo gli occhi e il cielo ho già
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| Ma come fanno a stare fermi?
i pesci dal mare vanno via
tirano uova sulle piazze...
i compagni non si calano le mutande
ma come fanno a stare fermi?
i topi dalla fogna scappano
fermano le uova sulla piazza le guardie del dottore
il malato se ne
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| Sto cambiando
è vernice fresca per il beato macello
a serpenti sterili m'evaporo di parole
veleno dolce sui pori della mia pelle
che del dolore è diventata arte
parte
ha fretta il progresso
corre come uno zoppo dopato
...a-
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| "I wanna go to the sky"
mannoh, disse lui "è meglio mediaset!"
"no, non hai capito"-ribatto io-...
"parlo di questa meravigliosa
tavolozza celeste che colora l'anime"
e lui
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| obladìobladà
il greggio poeta
egregio petrolio
santo Petronio
è greggesultano...
e- sultano i clan e gli apostoli...
quanti fan per la strada avete...?
ma cosa dite...?!
il poeta conserva solo
la sua
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| Sono sceso in piazza...
la grande piazza...
era festa
era vuota
ero vuoto
ero pieno
ridevo piangevo
impassibile
indifferente
coinvolto.
Era freddo
pioveva
c'era la nebbia
tanta nebbia
una nebbia venuta da lontano
una nebbia
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| Non ho molti occhi.
Quasi non mi tocca
questa coltre infelice
che soffoca l'immensità,
questa palude
di malvagità che mai finisce
che insanguina le parole,
le gioie.
La mia patria non ha nome
e non è molto
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